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Premio Pieve 2010
ventiseiesima edizione
resoconto della manifestazione

il palco della 26^ edizione
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Fabrizio Raffaelli Direttore dell’Agenzia per il Turismo di Arezzo ha consegnato a Sabina Rossa il riconoscimento Benvenuta in Toscana |
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Aversa, in provincia di Caserta. Fine anni Cinquanta. Giovanni Mandato vive con la sua famiglia in un basso. Sua madre "era l'unica del vicolo che sapeva leggere e scrivere", suo padre è operaio alla Imam Aerfer di Napoli. Ma all'improvviso il padre muore e Giovanni, su proposta della Commissione interna della fabbrica, lo sostituisce e diventa operaio metalmeccanico a soli quindici anni. Inizia qui il lavoro in fabbrica, partendo da Aversa la mattina alle cinque e rientrando a casa la sera tardi. Una vita faticosa, molto faticosa: con la qualifica di "scaldachiodi" o' scaurachiovo, un lavoro in cui bisognava unire forza, tempismo e capacità. Col passare degli anni le mansioni di Giovanni si fanno più complesse e al tempo stesso cresce l'impegno nella Fiom Cgil per avere migliori salari, per avere sicurezza sul posto di lavoro, per conquistare maggiori diritti, visto che chi portava in fabbrica l'Unità era messo da parte e che i licenziamenti erano improvvisi e immotivati. Con gli occhi di Giovanni rivediamo la stagione entusiasmante tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, quando i consigli di fabbrica ottennero moltissimi miglioramenti sul posto di lavoro e il sindacato nel suo complesso divenne un protagonista della vita politica. Poi l'impegno contro il terrorismo, la mobilitazione per il rapimento di Aldo Moro, la lotta contro ogni forma di autoritarismo. Arrivato a trentatré anni di anzianità decide di andare in pensione, perché, dice, era giunto il momento di "svecchiare l'azienda, fare entrare nuove risorse umane, i giovani, dargli spazio". E comincia l'attuale fase della vita di Giovanni, nello Spi Cgil, a vivere nuove esperienze, nuovi protagonismi, nuove prospettive. Quanto al passato, Giovanni non solo non lo dimentica, ma afferma: "Se potessi rinascere, rifarei tutto quanto, dall'inizio alla fine!" |
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Giugno 2003 - giugno 2008. Cinque anni in cui succede di tutto.
Sabrina, trentatreenne nata a Monaco di Baviera e cresciuta
in un paesino della Calabria, si sente sola, incompresa, chiede
aiuto ma non riceve risposte adeguate. È sicura che tutto
il mondo le stia contro. Quando non riesce più a sostenere
la pressione esplode: ferisce la sua psicoterapeuta e viene
rinchiusa in un ospedale psichiatrico giudiziario.
Resistere in quel contesto è una prova durissima. Sabrina
scrive per sfogarsi e per non perdere la memoria di quello
che le sta capitando e di come ha fatto ad arrivare lì, tra quelle
sbarre fisiche e mentali. Die Katastrophe avvolge il lettore nelle sue spire aprendogli le porte di uno degli ospedali psichiatrici giudiziari più famosi d'Italia, quello di Castiglione delle Stiviere in provincia di Mantova, quello delle tante madri assassine. Il diario di Sabina Perla, intitolato "Die Katastrophe" attraversa il mondo manicomiale con una forte tensione e lo descrive in maniera critica e assai vivace. Leggiamo finalmente uno sguardo dal di dentro sui manicomi italiani e sulla burocrazia statale della devianza e del disagio dopo la legge Basaglia. La storia di questa donna che vive con grande sofferenza la sua vita, senza sapere perché, trascinata di crisi in crisi senza che nessuno sappia intercettare il suo dolore, ha un valore esemplare per il nostro paese. Sono tremende e straordinarie le pagine dei suicidi mancati. Sabrina ha uno sguardo lucido sugli altri e su se stessa, una amarezza forse inguaribile, una rabbia che merita di essere letta e ascoltata. [dalla motivazione della Giuria Nazionale]
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Sylvana Baragiola
Magda Ceccarelli De Grada
Carlo Hendel
Giorgio Marchiani e Zoltán Goda
Nicolino Marras
Dario Poppi
Kemal Subasciaki
Manilio Tartarini ![]() |
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