
Premio Pieve 2009
venticinquesima edizione
resoconto della manifestazione

un momento della manifestazione
con Francesco De Gregori

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con Albano Bragagni - Sindaco del Comune di Pieve Santo Stefano, Presidente dell'Archivio diaristico Paolo Cocchi - Assessore alla Cultura della Regione Toscana Rita Mezzetti Panozzi - Assessore alla Cultura della Provincia di Arezzo Fabrizio Raffaelli - Direttore Agenzia per il Turismo di Arezzo Camillo Brezzi - Direttore scientifico dell'Archivio diaristico Natalia Cangi - Presidente della Commissione di lettura Mario Perrotta - autore del libro Il paese dei diari e Aldighiero Fini |
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Fabrizio Raffaelli, direttore dell’Agenzia per il Turismo di Arezzo ha consegnato a Edgarda Ferri il riconoscimento Benvenuta in Toscana |



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la giuria Guido Barbieri Camillo Brezzi Natalia Cangi Pietro Clemente Beppe Del Colle Vittorio Dini Antonio Gibelli Lisa Ginzburg Roberta Marchetti Melania G. Mazzucco Davide Musso Maria Rita Parsi Nicola Tranfaglia Saverio Tutino (presidente) |
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| coordinano Natalia Cangi e Marco Camaiti interventi musicali di Catia De Vincentis letture di Andrea Biagiotti e Grazia Cappelletti con Rebecca Veri |
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Venticinque volte nella Giuria del Premio un riconoscimento a Vittorio Dini Roberta Marchetti Saverio Tutino a Saverio Tutino, fondatore dell'Archivio diaristico e del Premio Pieve viene consegnata la medaglia del Presidente della Repubblica, attribuita alla 25^ edizione del Premio Pieve, firmata da Giorgio Napolitano |
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Carlo Cipriani
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Maria Teresa Giulianelli e Dan Rabà "Feriti nell'anima" epistolario 2003-2008 Condivido pienamente certi stati affettivi ed emotivi che tu hai descritto molto bene: con queste parole inizia lo scambio di e-mail tra due finalisti del Premio Pieve, insieme casualmente sul palco dei diari, nel 2003. Durante la manifestazione Maria Teresa rimane colpita dal racconto che Dan fa di sé e della sua malattia, il disturbo bipolare, con il quale convive da oltre vent’anni, un’esperienza difficile ma narrata al pubblico con schiettezza e una dose di autoironia. Anche Maria Teresa convive con un disturbo psicologico, ma le risulta faticoso parlarne: quando incontro una persona che penso possa capirmi, io mi sento sollevata di poter uscire allo scoperto senza nascondermi dietro quel paravento di “normalità” che è necessario in quanto la maggior parte della gente non capirebbe, ma che detesto. È determinata a conoscerlo meglio di persona, ma non ci riesce perché Dan è già partito. Grazie a internet riesce a dirgli quello che non ha potuto a voce e poco a poco comincia un rapporto di amicizia destinato a durare. Entrambi raccontano il loro quotidiano in mondi lontani e diversi. Dan vive in Israele, è disoccupato e rimpiange l’esperienza del kibbutz, ha due figli piccoli e una moglie che lavora molto e che a volte fatica a comprenderlo. Racconta le fasi altalenanti della malattia, la difficoltà di crescere i figli e di avere prospettive in un paese complicato da una situazione politica e sociale di grande conflitto interno, un paese che ha scelto come casa: è stato il mio modo coraggioso di scaraventarmi fuori dalla situazione in cui vivevo e il tentare di sopravvivere in un momento che temevo di finire stabilmente nel mondo dei matti irrecuperabili. Maria Teresa, da Rimini, risponde parlando del suo lavoro, delle sue esperienze, della sua fragilità e delle difficoltà a convivere con le sue ossessioni, adattandosi a fingere un’apparente normalità; vivo una realtà concreta caratterizzata dalla mancanza di libertà. Arrivano anche piccoli scontri, incomprensioni e periodi di silenzio, superati dalla voglia e curiosità di continuare il viaggio intrapreso e di fare progetti per sentirsi meno soli e isolati perché, come scrive Dan nelle ultime lettere, in fondo non c’è un confine chiaro tra follia e normalità. leggi l'inizio del testo |
Valeria Pederiva
Sabrina Perla
Stefano Pucci
Antonio Sbirziola
Giulia Scabbia
Maria Carlotta Schopf
Anita Borgazzi Assirelli e Ugo Redanò
Autori Vari![]() |
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