
Premio Pieve - Banca Toscana 2003
diciannovesima edizione
resoconto della manifestazione

un'immagine della manifestazione
|
Eugenio Arnaboldi Linda Baldin Gastone Canziani Fernando Capriotti e Rosa Pierluca Marinella Correggia Giuseppina Croci Giacomo Delle Piane Maria Pia Farneti Silvia Ferro Sebastiano Mele Giovanni Presti Maria Elena Serafini e Francesco Quattrini Angelo Rebay Ugo Rambaldi Cesare Ricceri Giuseppe Rossi Enrico Sella Famiglia Tomaselli Francesco Ferruccio Zattini Margherita Adamo, Vanna Gozzi, Enzo Scarpelli |
|
L'archivio dei miei diari con Andrea Franceschetti e Daniela Brighigni Archivio diaristico |
|
Il menù della vita con Pietro Clemente e Caterina Benelli Centro della civiltà contadina "Dina Dini" |
|
Diari per immagini con Luca Ricci e Alina Marazzi Biblioteca Comunale |
|
Camminando intorno a Pieve con Andrea Ciantar e Anna Noferi a cura della Libera Università dell'Autobiografia Sala del Camino e sentieri intorno a Pieve |
|
I cantieri si incontrano riepilogo dei lavori e pranzo all'aperto Tempietto del Colledestro |
| 13 settembre ore 15,00 riunione della giuria nazionale Palazzo Comunale riunione della giuria nazionale per la designazione del vincitore del XIX Premio Pieve Banca Toscana 2003 la giuria Camillo Brezzi Natalia Cangi Beppe Del Colle Gabriella D'Ina Vittorio Dini Piero Gelli Antonio Gibelli Lisa Ginzburg Roberta Marchetti Silvia Melloni Maria Rita Parsi Luca Ricci Nicola Tranfaglia Saverio Tutino |
|

| CapoTrave diario intimo drammaturgia Lucia Franchi e Luca Ricci ispirata ai diari di Margherita A. Vanna G. Enzo S. con Mirco Ferrara, Federica Festa, Lucia Franchi scene Enzo Fontana musiche Marco Baroncini luci Luigi Burroni regia Luca Ricci Tre storie emblematiche. Non c'è tutta la vita che i veri Margherita A., Vanna G. e Enzo S. hanno scritto nei loro diari: sono personaggi, nel mezzo di uno stato d'animo. Un antico e crudele racconto del vangelo li tiene insieme: è la parabola dei talenti, dove si premia chi riesce a migliorare e si punisce chi indietreggia, senza mettere a frutto le proprie capacità. Una delle prime donne medico d'Italia, un pittore e una donna votata all'amore e al matrimonio, seppelliscono il loro talento sotto terra: lo spettacolo racconta come e perché avviene tutto questo. Talenti e fallimenti. |
|

| Katia Andreoli | Carlo Marino Buttazzo |
| Linda Baldin | Daniela Brighigni |
| Anna Caredio | Adriana Gigli |
| Cecilia Carreri | Cristiana Cipriani |
| Anna Maria Melacca | Valeria Landucci |
| Alessandro Pardi | Patrizia Dindelli |
| Giovanni Presti | Laura Mormii |
| Silvia Salvatici | Enrico Giovanelli |
| Maria Malgorzata Straszewska | Silvia Bragagni |
| Roberta Vandini | Natalia Cangi |
| Maria Carla Venturini | Elisabetta Gaburri |
|
conferenza stampa Palazzo Pretorio ore 12,30 Annuncio del vincitore alla stampa. Lettura del comunicato della Giuria Nazionale. Vincitore dell'edizione del Premio Pieve Banca Toscana 2003: Daniele Granatelli |
| 14 settembre ore 13,00 pranzo folcloristico Asilo Umberto I a inviti organizzazione Proloco di Pieve Santo Stefano |
|

Estate del '43: Vittoria, studentessa dell'alta borghesia veneta, affida al giovane Filippo, l'amico diario, le fantasie e i sogni, le amarezze, le paure di una quattordicenne, sullo sfondo di un'Italia belligerante. Adolescente curiosa e piena di voglia di vivere, è contenta di godere anche di pochi attimi di felicità, - me ne basta poca ogni tanto - legati alla famiglia, all'amore per l'arte e alla consapevolezza della propria bellezza. Quando la guerra lo permette, si spinge nella tranquilla e indifferente Venezia, dove frequenta il caffè Florian e gli stabilimenti del Lido, a fianco di Gianfranco, un ragazzo bello e ricco di cui è innamorata. Allo stesso tempo è malinconica e triste, perché nella mia vita tutto si riduce a un sogno. Che non si realizzerà mai, come quello della guarigione da una brutta malattia del fratello Gaetano e quello di vivere in un'Italia libera.
Nel 1890, una ragazza di 27 anni della provincia milanese, parte sola da Genova, su un bastimento a vela tedesco. È diretta a Shanghai per lavorare in una filanda che il suo ex datore di lavoro aveva trasferito in Cina. Non è spaventata da questa avventura, senz'altro inconsueta considerata l'epoca e la sua giovane età. In un diario di viaggio destinato alla lettura dei famigliari, scrive: Ma!
dovete sapere che il maggior peso del viaggio, si è il dover parlare con tutta gente che non sanno la lingua d'Italia, ma bensì parlare sol di Inglese. A Port Said si fermano e lei visita la città e la descrive: Io vi dico la verità che se dovessi descrivere tutto ciò che ebbi veduto non sarei capace vi dirò soltanto che gli arabi della Bissinia sono molto brutti, ma buoni, hanno gran paura de gli Europei; di più, qui gli uomini hanno 2, 3, 4 donne, e poi quando non gli piacciono più, fanno il contratto con altri e gli vendono, ciò è vero perché fui io presente nel mentre che stavano facendo questo contratto.
Libertà: è questa la parola chiave, citata e ricercata, presente nella parabola esistenziale di un giovane studente salernitano che, deluso dai rapporti con i coetanei e da quelli con i familiari, fragile e insicuro, si avvicina alle droghe. Ma la felicità delle pasticche è legata a brevi attimi, poi diventa paura, crea stati di allucinazione e una vera intossicazione: "in quel momento è successo come se tutte le droghe si fossero mischiate, la testa capovolta e poi rimessa al posto una vampata di calore una dilatazione del cervello e all'interno come un rumore più forte (
) ero diventato come uno zombi di colore bianco pallidissimo, verde e marrone (
) ma quello nello specchio non potevo essere io perché mi ero prefissato tanto tempo fa di diventare una persona buona.
Ci sono tante forme di depressione, tristezza e solitudine, ognuno le affronta con modalità diverse; Maria Pia Farneti le scrive nel suo diario. Un testo complesso che ci fa conoscere una donna profondamente sola anche se sposata, che non vuole arrendersi al trascorrere del tempo, al suo invecchiamento fisico.
Ma perché ho i capelli rossi? si chiede continuamente Maria Teresa, quattordicenne alla fine degli anni Settanta, in un periodo in cui erano tutt'altro che di moda. Il diario diventa così il suo confidente, il luogo dove sfogare liberamente le amarezze e le sofferenze di un'adolescente che comincia a sentirsi diversa ed emarginata sia dai coetanei che dai familiari, interessati più a seguire il duro lavoro della terra che i bisogni e i desideri di una figlia.
Aveva soltanto quattro anni Daniele quando fu messo su un treno insieme a tanti altri bambini per raggiungere un paese dell'Emilia dove una famiglia di contadini lo avrebbe ospitato per sei mesi. I partigiani dell'Emilia, nell'immediato dopoguerra, si erano offerti di accogliere nelle loro case, bambini di famiglie disagiate della Lombardia per un periodo da tre a sei mesi.
È il diario di bordo di una crociera militare intorno al mondo: per più di due anni la nave "Puglia" arriva con la bandiera italiana nei porti delle Americhe, dell'Asia e dell'Africa, sempre accolta dai connazionali residenti nei vari luoghi e dalle autorità locali che organizzano feste, parate, spettacoli e ricevimenti. In ogni porto i marinai scendono a terra e prendono contatto con le persone del luogo - soprattutto le ragazze. Quando la nave incontra imbarcazioni di altre nazioni si sviluppano relazioni di cordialità che testimoniano di un clima pacifico nelle relazioni internazionali dell'epoca.
Salvatore è un ragazzo napoletano, nato e cresciuto nei quartieri "difficili" della città. Quinto di nove fratelli, fin da piccolo è costretto, tra il degrado e l'abbandono da parte delle istituzioni, a condividere la casa con numerosi parenti, ospiti sgraditi, in un ambiente familiare già difficilissimo: e si è andati avanti così, sprecando la nostra infanzia a difenderci da quegli abominevoli parenti, che avrebbero meritato oltreché reazioni violente da parte di nostro padre, anche azioni violente da parte della magistratura.
Dan, ebreo italiano, comunista, artista, kibuznik, residente ad Haifa con moglie e figlia, trova nel forum "L'isola della speranza" la possibilità di dare voce a un disagio crescente: mi sento chiuso in una gabbia, costretto, legato e non ho la forza di liberarmi, di vivere. Spero che in questo sito si abbia la dignità di parlarsi di consigliarsi. È per trovare risposte ai frequenti momenti di depressione, per imparare a scambiarsi trucchi di sopravvivenza, che il forum diventa il luogo ideale in cui si incontrano tante amicizie, forse tante solitudini. Tra il giugno 1998 e il gennaio 1999, ad ogni ora del giorno e della notte, si incrociano messaggi che sono come urla sofferte da tempo, sepolte nel proprio io per timore dell'indifferenza e dell'incomprensione altrui. E il carteggio con Marta, con la quale ha deciso di scrivere un libro, contiene messaggi di una particolare ampiezza. Vite che dopo terapie, ricoveri in clinica e lunghi periodi di apatia, si proiettano con curiosità verso la prossima fase di pienezza, di creatività, del buio, del vento
, finalmente libere di alzarsi dal letto e uscire a comprare pane e latte
, il vero eroismo di un depresso.
1797: l'esercito francese guidato da Napoleone occupa la Lombardia e nasce la Repubblica Cisalpina. Angelo ha solo nove anni e festeggia la nascita del tricolore. Così ha inizio il racconto di Angelo Rebay che nel 1800, a 12 anni, emigra a Gotha, in Sassonia, assieme a un cugino, per intraprendere il mestiere di commerciante. Angelo è dotato di capacità e spinto da una grande voglia di fare bene. Anche se trovandomi tutto ad un tratto in seno a una Nazione che, per li costumi e la favella, varia tutt'affatto dalla mia, e i cui principij di religione sono contrari dalli miei, così non vi ebbi in principio un gran piacere riesce nel giro di soli quattro anni a imparare il mestiere. Nel 1810 si sposa con Margherita, un legame fortissimo che sarà coronato dalla nascita di 10 figli. L'anno successivo la parentesi estera si chiude e i fratelli Rebay sciolgono la società che aveva sede ad Aquisgrana, rientrando a Pognana. Con il passare degli anni Angelo diviene un abile commerciante di stoffe e trasferisce la sua attività e la famiglia nella città di Como. Il successo in campo lavorativo gli permette di condurre una vita agiata e serena, ma questo non gli impedirà di assistere impotente alla scomparsa dolorosa di alcuni dei suoi figli (per far curare una di questi si recherà fino a Budapest in un legno ma tutto sarà vano) fino ad arrivare al 21 ottobre 1848, giorno in cui la sua adorata Margherita morirà.
|
Fernando Capriotti e Rosa Pierluca (Roma) Un amore vero (epistolario 1935-1942) Sette anni di lettere fra due giovani romani molto innamorati che, all'inizio del loro rapporto, non possono frequentarsi a causa della giovane età di lei. Oltre al grande amore, le lettere esprimono passione, talvolta gelosia, rari dissidi e dubbi, subito seguiti da rassicurazioni e conferme d'affetto. |
|
Maria Pia Farneti (Ferrara) Libro della spesa (diario 1997-2002) Otto agende, fitte di scrittura e disegni, che accompagnano l'esistenza di una casalinga inquieta e creativa, tra Ferrara dove è nata e Torino, dove vive con il marito. La sua vita è scandita da letture di libri e riviste, con attenzione agli oroscopi e alle varie "poste del cuore", poi vede la TV e ne commenta i programmi. Qua e là emergono i ricordi della giovinezza, l'immagine dei genitori, i rimpianti per quel che non è stato, il disappunto per un matrimonio deludente. |