
Premio Pieve - Banca Toscana 2002
diciottesima edizione
resoconto della manifestazione

un'immagine della manifestazione
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Ester Abuaf e Luigi Erminio Pelo Raoul Baccini Michele Barile Italia Bianchi Edgardo Bressani e Ida Ragaglia Vittorio Cinti Albino Di Cerbo Fosco Donzellini Renato Fabbrichesi Claudio Faloppa Antonio Grasso Lorenzo Musci Famiglia Neri Giambattista Prampolini Letizia Risaliti Renato Rossi Antonio Rotunno Aureliano Santini Vauro |
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Concetta Ada Gravante Il marito taciturno - Terre di Mezzo vincitrice edizione 2001 Una signorina campana sposa, conoscendolo sul treno, un militare abruzzese, e si trasferisce presso di lui. Rimpiangerà la leggerezza dei suoi giorni giovanili, tenterà ostinatamente e con successo di avere dei figli, ma non arriverà mai a tollerare l'ottusità benpensante della piazzetta popolata dal clan familiare del marito. Un'opera scritta di nascosto, durante la notte. Con allegati brani di diario. |
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Tempietto del Colledestro ore 12,00 riepilogo dei lavori e pranzo all'aperto |

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Proiezione dei quattro documentari 2002 de "I diari della Sacher" dal 13 al 15 sono stati proiettati nella Sede della Filarmonica (Palazzo Pretorio) i sette documentari 2001 de "I diari della Sacher" |
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| ESTER ABUAF E LUIGI ERMINIO PELO | Cristiana Cipriani |
| ROBERTA CAPINERA | Daniela Brighigni |
| GIACOMO GUGLIELMINETTI | Elisabetta Piccinelli |
| ANNA MAINARDI | Natalia Cangi |
| LUIGIA PAOLI | Adriana Gigli |
| MARIA PERLUIGI | Enrico Giovanelli |
| GIOVANNI RABITO | Valeria Landucci |
| AURELIANO SANTINI | Laura Mormii |
| MISIA SATURNO | Carlo Marino Buttazzo |
| MARIO SPERANZA | Silvia Bragagni |
| SUSI MAGDA ZELLARI | Patrizia Dindelli |
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conferenza stampa Palazzo Pretorio ore 12,30 Annuncio del vincitore alla stampa. Lettura del comunicato della Giuria Nazionale. Vincitore dell'edizione del Premio Pieve Banca Toscana 2002: Andrea Moretti |
| 15 settembre ore 13,00 pranzo folcloristico Poggiolino delle Viole a inviti organizzazione Proloco di Pieve Santo Stefano |
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Consegna del Premio Pieve - Diario del presente a
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15 settembre ore 18,00 cittadinanza onoraria conferimento della cittadinanza onoraria di Pieve Santo Stefano a Nanni Moretti |
| Dopo la presentazione al Festival di Locarno, nella sezione "Cineasti del presente", i cortometraggi 2002 in anteprima nazionale |
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Zappaterra regia di Elisabetta Pandimiglio e César Meneghetti dall'autobiografia di Margherita Ianelli |
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L'acqua in mezzo regia di Daria Menozzi dai diari di Dan Rabà |
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Il salumificio regia di Alessandra Tantillo dal memoriale di Egidio Mileo |
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L'implacabile tenente Rossi regia di Francesco Calogero dal diario di Antonio Rossi |

Questa è una storia d'amore e d'educazione sentimentale fra Edi, un ragazzo di ventidue anni e Ida, una fanciulla di quasi diciannove, in mille lettere dal 1934 al '45. Così la figlia che le ha ritrovate, scelte e spedite a Pieve, commenta l'invio dell'epistolario. E continua: dodici anni di storia, dal fascismo alla liberazione.
Claudia è stata testimone silenziosa di un sogno infranto: quello del padre, affascinato dal comunismo sovietico, alla ricerca di una terra ideale che accogliesse lui e la famiglia. Così, nel 1946, Claudia e i genitori lasciano Monfalcone e si trasferiscono a Lussimpiccolo, paese d'origine del padre, dove l'uomo crede di poter concretizzare le sue speranze di uguaglianza. La Russia è troppo lontana Allora perché non andare a vivere al paese natio, Lussimpiccolo, che è il più bel paese del mondo? [...]. La Jugoslavia non era lontana. [...] Così la grande, incomparabile madre Russia, protettrice di tutti i paesi socialisti, gli sarebbe stata più vicino.
Quando l'Italia firma l'Armistizio, Fiorenza è in Ungheria: ha undici anni e sino a quel momento, come figlia di un funzionario presso la Regia Legazione d'Italia, ha avuto un'esistenza agiata. Ma l'evento ha un rilievo assoluto e per la famiglia Di Franco è tempo di rapide soluzioni: Questa data cambiò completamente la mia vita. [...] Forse dovrei aggiungere che sono diventata anche una persona più combattiva e forte.
Scritta in Florida, una grande saga familiare che lega la Sicilia al nuovo mondo attraverso una vicenda di migrazioni antiche.
Gli anni dell'infanzia li definisce strani, con episodi inquietanti in una
scuola cattolica dove la suora-insegnante non sorrideva mai.
A quindici anni ha un fidanzatino; si accorgerà di non aver vissuto l'adolescenza quando,
dopo cinque anni, lo lascia e si troverà scoperta, confusa.
Inizia a frequentare un gruppo di ragazzi con nomignoli cretini, ricchi o
che vorrebbero diventarlo. Marco, borghese ipocrita, è il suo nuovo ragazzo.
Sarebbe piaciuto a sua madre: abiti giusti, bella macchina, gite e cene in finti localini
rustici dove lei conta le calorie che ingurgita, rinviando sempre le sue diete. Supplisce
con il vomito. Finché David non è venuto in Italia.
Lo aveva conosciuto a Londra, lo raggiungerà in Australia deludendo i suoi genitori
che avrebbero voluto per lei una laurea, un lavoro da giornalista e un bravo ragazzo e non
un australiano spiantato che scrive storie di linee e colori che
avrebbe voluto come i quadri di Mondrian; senza successo perché le
idee che aveva in testa non gli venivano fuori come voleva. La solitudine emerge
da ogni pagina di questo racconto, generata forse dalla paura di amare e dall'incapacità
di comunicare. Da parte di tutti i protagonisti, a iniziare da David e dalla sua famiglia,
tutti glamorons come li definisce lui, persone di successo, intellettuali, anticonformisti.
Lei li conoscerà, appena arrivata in Australia, durante un barbecue per il funerale di
Julian, il fratello gay di David, morto di Aids e ora tornato da Los Angeles cenere, in un'urna
di vetro che troneggia nel tavolo, travolta dagli avanzi di cibo e da bottiglie vuote, in
attesa della sepoltura. Dopo ci sarà una foto di gruppo.
Frida è una donna sensibile, impulsiva, appassionata, che vive intensamente le gioie e i dolori che la vita le riserva. Nata a Milano nel periodo della Seconda guerra mondiale, a soli tre anni viene affidata alla nonna che viveva in Toscana e con lei rimane fino all'età di diciotto anni, quando torna a Milano per lavorare. Della sua infanzia ricorda solo la nonna: raramente i genitori e le sorelle furono presenti nella sua vita. A Milano conosce Sergio, un uomo ormai maturo, affascinante, già sposato, di cui si innamora. Lo segue a Roma dove convivono per circa 10 anni e dove nascono i loro tre figli. Si sposano. Frida lo ama molto, ma la sua natura passionale determina degli squilibri nel matrimonio, che dopo venti anni, fallisce con conseguente separazione. Frida soffre molto, soprattutto per l'incomprensione dei due figli maggiori che vanno a vivere con il padre. Perché non riesco a dimenticare quando Sergio fece di tutto per farmi disprezzare dai figli, allontanandoli da me, né con quanta indifferenza loro vissero le mie paure e le mie difficoltà?. E sono tante le difficoltà che dovrà affrontare, economiche oltre che affettive. Impiegherà tutta la sua volontà e il suo amore per ricucire gli strappi che avevano disunito la famiglia. Accoglierà di nuovo in casa il marito, ormai molto vecchio e malato e, pur soffrendo per il suo carattere difficile, pesante, spesso troppo ossessivo, lo assisterà fino alla morte. Rimane sola, ma il legame che la tiene unita ai figli resta per lei un valido motivo per continuare a vivere. Dalla lettera del figlio Alessandro: Ti ammiro tanto e sono fiero di averti per mamma. Ho sempre apprezzato tutto quello che hai fatto per tenere unita la famiglia, e come riesci sempre a avere fiducia nel domani. Ti voglio bene.
L'autrice, ultranovantenne, si definisce smemorata, ma la sua memoria è molto nitida e le permette di attraversare il secolo passato con tutti i suoi ricordi, che parlano dei soprusi e delle violenze che subisce, affrontando con intelligente serenità i cambiamenti e le difficoltà, inventandosi la vita con coraggio e creatività, quando occorre.
Il 19 Giugno 1997, da un centro di riabilitazione che lo ospita da circa due mesi, Andrea, un diciannovenne esuberante, ex pallavolista, programmatore informatico, immagina di scrivere a un'amica raccontando la sua lunga, drammatica esperienza. Il 23 Dicembre 1996 decide di andare ad Arezzo per terminare un lavoro che gli era stato commissionato. È una mattina fredda, piovosa, la strada è bagnata e sdrucciolevole, e, nonostante la macchina nuova nella quale si sentiva protetto, al sicuro, ad una curva si scontra con un camion. È un incidente spaventoso che lo riduce in fin di vita. Si risveglia all'Ospedale di Careggi, a Firenze, in Rianimazione, dopo essere stato operato al CTO. Trascorrono cinque giorni: Il mio corpo non rispondeva a nessun comando. Qualsiasi sforzo facessi per muovermi, non notavo nessuna reazione. Cominciano i trasferimenti nei vari reparti. Tac, analisi, radiografie, interventi, vive tutto come in un sogno di cui però si ricorda i minimi particolari: assistenti e medici che gli si rivolgono con simpatia e con estrema umanità, altri che lo considerano solo un oggetto da esaminare, trascurabile dal punto di vista umano. Sono tutte esperienze che lo segnano profondamente e che lo spingono a reagire per rientrare nel mondo dei vivi, per ritornare ad essere qualcuno. Viene trasferito a Pozzolatico, Centro di Riabilitazione Don Gnocchi. Ho dovuto ricominciare tutto daccapo, a parlare in primo luogo, a mangiare in secondo, proprio come un bambino... Ma stavo ritornando a vivere, piano piano, senza fretta. Sono passati tre anni: Andrea non è più il ragazzo spensierato e allegro di
quando aveva diciannove anni. Ha acquistato una nuova dimensione, una maggiore consapevolezza, ma soprattutto un maggior rispetto per la vita e per chi ce l'ha data.
É il 1848. Nel Ducato di Modena, all'epoca di quel cretino di Francesco V d'Austria-Este, un quattordicenne, orfano di padre, scappa di casa per unirsi all'esercito franco-piemontese in lotta contro gli austriaci, in quella che sarà chiamata la prima guerra d'indipendenza. Riacciuffato, viene ricondotto a casa. La madre, che non ebbe a venire proprio come una pazza furiosa, ma da tenersi osservata, sofferente di disturbi psichici, non aveva alcuna tutela su di lui. Così, la nonna e la zia, lo avviano alla carriera ecclesiastica. Ma dura poco l'esperienza che avrebbe dovuto far di lui un porporato. Nel 1852, il giovane si arruola nell'esercito del Ducato, finché il fragore delle rivoluzioni non lo attira a sé. Difatti, entra nelle fila dei Cacciatori degli Appennini di Garibaldi, per combattere la seconda - e vittoriosa - guerra d'indipendenza. In seguito, viene integrato come ufficiale nell'esercito sabaudo e, nel 1861, in quello del neonato Stato unitario.
Il mio viaggio in India è nato per darmi un'occasione più forte di affrontare me stesso. Così inizia il diario di Giovanni, un giovane ventinovenne con alle spalle un matrimonio fallito, che gli causa ancora sofferenza. Amante di Hermann Hesse, cultore di joga, spera di ritrovare in questo viaggio una nuova stabilità, aiutato anche dall'uso di droghe. |
Premio per il miglior manoscritto originale FAMIGLIA NERI (Arezzo) Exorcismi (epistolario, libro di famiglia 1877-1999) Attraverso un'ampia documentazione Renzo Neri scrive la storia della sua famiglia e del calzificio fondato agli inizi del Novecento. Dei suoi avi, con lettere, foto, cartoline e brevi diari, escono fuori vicende personali e di guerra, che attraversano tutto il secolo. |