
Armando Zanchi
Premio Pieve - Banca Toscana 2000 ex aequo
Il giro della vita
Storia esemplare di un individuo flessibile
memoria
1940-1957
Nella presentazione del suo scritto Zanchi si
rivolge ai giovani "la quale vita, purché sofferente per mancanza di lavoro, ma che
ancora andando a tavola, trovano ogni ben di Dio." La sua infanzia è infatti
caratterizzata dalla miseria e dalla fame. Costante è la ricerca del cibo: è bambino e
deve elemosinare, rubare castagne, cercare spighe di grano e patate dopo il raccolto. La
sua famiglia è numerosa e tutti, in cambio di un pasto, lavorano a giornata dai contadini
o al mattatoio comunale. Anche con il fascismo, la guerra e larrivo degli Alleati,
continuano ad arrangiarsi per mangiare e "tirare avanti la baracca", ricorrendo
a vari espedienti suggeriti dalla fame che "fa venire lintelligenza".
"Io mi ero dotato", scrive, "di una carta giografica di tutti i frutti
esistenti nella zona" e rubacchiando qua e là "il corpo un po alla meglio
si aiutava". Solo durante il periodo del servizio militare a Casale Monferrato non
avrà problemi per mangiare. La successiva emigrazione in Francia, come tagliaboschi nei
Pirenei, è forzata, faticosa, inumana, ma lui la coglie come una occasione per
"avere qualche soldo da poter spendere, e spandere, dopo tanto tempo di male al
portafoglio". Quando un amico gli propone un lavoro meno faticoso in Inghilterra,
parte di corsa. Arriva a Londra da solo, non parla inglese e alla stazione cerca di
riconoscere qualche italiano per chiedere spiegazioni sul luogo dove deve andare. In
Italia andavano di moda le scarpe con la punta molto pronunciata, così:
"lunica idea che mi passò per la mente era di guardare alle scarpe". E ha
ragione, trova subito un calabrese che gli consiglia di prendere un "tacchino"
(vuol dire taxi). Poi una signora torinese gli dà un passaggio in macchina. Il soggiorno
in Inghilterra, nonostante il fidanzamento con uninglesina, si rivelerà disastroso.
Spendendosi in mille modi Zanchi sa farsi voler bene e anche stimare, ma proprio per
questo non accetta di essere preso in giro da padroni altezzosi. Decide dunque di mollare
tutto e di andare a raggiungere i fratelli a Parigi. Ma anche qui con i continui incidenti
tra polizia francese e indipendentisti algerini non tutto va per il meglio. Armando
ricorda comunque un memorabile pranzo di Natale al ristorante "da veri cristiani,
senza guardare a spese" e poi "la solita giratina per il Pigalle". Alla
fine degli anni Cinquanta decide di tornare a casa e "finire per sempre dal farmi
sfruttare in terra lontana".
prefazione di Luca Ricci
Edizioni Unicopli
pp. 170 - euro 12,90
Chi è interessato ai libri dellArchivio può fare un ordine online o richiedere il catalogo delle pubblicazioni |