Armando Viselli
Bellezze, sto arrivando
Uno scapolo romano alla conquista del Canada
Terre di mezzo
Portiere d’albergo a Roma, viene licenziato per problemi all’interno della struttura: “durante le due settimane che seguirono, girai Roma per lungo e per largo, misi applicazioni in fabbriche, uffici, alberghi, enti turistici ma come ripeto, trovare un impiego era come cercare un ago in un deserto di sabbia”. Tramite un conoscente riesce a emigrare in Canada, al seguito di una ditta che si occupa della manutenzione delle linee ferroviarie. Si imbarca nel maggio del 1951 da Napoli dopo un toccante addio con i familiari: “Lentamente la nave si staccò dal molo e con essa il mio cuore”. A quei tempi le spese di viaggio erano anticipate dalle stesse compagnie con le quali si stringeva un contratto e il lavoratore si trovava vincolato per almeno due anni, fino a quando il debito non fosse stato saldato. Arrivato a Port Arthur va alla scoperta del paese, inizia il suo lavoro come supervisore marcatempo, fatica ad abituarsi alle usanze e alla cucina del posto. La ditta lo trasferisce nel Nord Ontario lungo la linea ferroviaria in un luogo isolato dove il clima è molto rigido. Dopo le iniziali difficoltà di inserimento nel gruppo già formato di connazionali, riesce finalmente a fare amicizia: “s’erano dovuti prima rassicurare di con chi avevano a che fare e poi, soltanto allora, m’avevano fatto entrare in mezzo a loro, nella loro cerchia”. La vita scorre abbastanza tranquilla, con la sua squadra viene spesso spostato lungo la linea ferroviaria, e dovunque arriva riesce a instaurare amicizie femminili: “a ventiquattro anni nel fiore della mia gioventù, non pretendevo di poter competere con le maschie virtù e fascino di Valentino, ma nemmeno ero poi tanto da disprezzare o accantonare”. Proprio a causa di un incontro galante all’interno di un vagone – cosa assolutamente vietata – subisce una punizione ma, non disposto ad accettarla, si licenzia e torna a Port Arthur dove trova lavoro in una fabbrica. Anni di solitudine ma anche di facili conquiste. Sarà più volte costretto a cambiare città e mestieri: compra un ristorante, diventa “stracciatolo”, poi raccogliferro, gestisce un negozio di generi alimentari, ma gli affari non vanno bene e in poco tempo anche questa attività fallisce, senza che lui si perda d’animo: “ero libero come un uccello, nuove frontiere, nuovi orizzonti, nuove prospettive, non attendevano che di essere esplorate, altre belle donne mi attendevano per essere corteggiate e conquistate, e con esse logicamente sarebbero sorti nuovi grattacapi, nuovi guai”. Dall’Italia arriva il fratello maggiore Giuseppe e con lui, nel marzo 1957, decide di traferirsi a Windsor Ontario e iniziare una nuova vita.
Armando Viselli è nato a Ceprano (Frosinone) nel 1927. Vive tuttora in Canada con moglie, figli e nipoti.
Milano, Terre di mezzo, 2011
pp. 272 - euro 14,00
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