
Carla Maria Nironi
La scuola delle farfalle
Quella raccontata da Carla Maria
Nironi è un’esperienza singolare
che ha valicato i confini di
una città, di una regione, addirittura
del paese, arrivando a diventare
modello anche in altri paesi
del mondo. Il suo scritto, che ha
vinto il Premio LiberEtà 2005, è la
storia di una crescita culturale
complessiva, l’affresco di una civiltà
della condivisione e dell’emancipazione,
dell’impegno ma
anche del divertimento.
«Noi non avevamo l’aspetto di
persone impegnate. C’eravamo
travestite da farfalle, eravamo giovani,
con le minigonne e gli scialli
colorati di moda allora, ben diverse
dalle donne che avevano conquistato
le scuole nel dopoguerra.
Eravamo la generazione che gli
anziani chiamavano affettuosamente
“gioventù bruciata”.Anche
la situazione non era più quella
dura della ricostruzione, della
scarsità di tutto. Nonostante ciò
avevamo ereditato la passione dalle
nostre madri e, come loro,
quando vedevamo la giustezza
delle nostre idee, eravamo ostinate
e tenaci. Volevamo un mondo
migliore per i nostri figli, e la
scuola di Malaguzzi lo rappresentava
in pieno».
Carla Maria Nironi traccia un
quadro entusiasta con i ritratti di
tutti i protagonisti che appaiono
nella loro schietta umanità, nel loro
impegno sociale, nella loro irresistibile
simpatia. Intellettuali
straordinari come Gianni Rodari o
politici come il presidente Sandro Pertini. Su tutti però spicca il professor
Malaguzzi, lo scienziato severo
capace di ottenere il massimo
da tutti, ma anche di mettersi
a giocare con i bambini per ascoltarne
i linguaggi e capirne la personalità,
maestro ed esempio di
umanità.
«La storia della Villetta è una
storia particolare - dice Carla -
perché è stata una scintilla che ha
acceso tanti fuochi in tanti posti.
Prima di tutto nella provincia di
Reggio,dove c’era già matura la situazione
di richiesta degli asili da
parte delle persone, generalmente
le madri perché gli anni sessanta
erano gli anni del boom economico,
quindi andavano a lavorare
e avevano bisogno di mettere
questi bambini; ma c’era anche
un’altra motivazione che era molto
più profonda, cioè volevano
per il loro bambini delle scuole
degne di questo nome e non soltanto
il deposito dei bambini.
Questa lotta è partita da lì e poi è
andata in Piemonte,Toscana, Lombardia.
Loris Malaguzzi ne è stato
l’ispiratore». (dal risvolto di copertina)
prefazione di Tullio De Mauro
Roma, Editrice LiberEtà, 2006
pp. 240 euro 9,50
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