
Margherita Ianelli
Premio Pieve - Banca Toscana 1996
Gli zappaterra
1927-1994
autobiografia
volume esaurito
Gli "Zappaterra" sono i contadini emiliani che mangiano patate e accolgono una bambina orfana, Margherita, insegnandole a diventare schiava del lavoro nei campi. La piccola va anche a scuola, per
due anni, ma quando avrà imparato a leggere e a scrivere, sarà costretta a tornare in
casa tra i polli, le mucche e lo strame: nei campi occorre anche il suo aiuto. Così
Margherita impara davvero a vivere: tutti la considerano una specie di minorata mentale?
Allora d'ora in poi sarà dura con se stessa e con gli altri. A quattordici anni, visto
che i suoi fratelli non l'aiutano a ricostruire la famiglia, scende dalle montagne sopra
Marzabotto e va a servizio di una famiglia benestante a Bologna. Ma in questa casa, la
Colombaia, il suo carattere si ribella subito alle ipocrisie dei padroni: cinque giorni
dopo è già di ritorno. Sposerà poi un uomo debole, che non stima, incontrerà per un
attimo altri uomini e durante la guerra, col passaggio del fronte, darà prova della sua
indipendenza prendendosela con i partigiani, più che con i nazisti e i fascisti, per la
strage di Marzabotto. Lerrore, per lei, è quello di aver voluto radunare tutta la
gente del paese nella zona di Monte Sole promettendogli la protezione che quei ragazzi che
da mesi vivevano nei monti non erano in grado di garantire. Così i tedeschi in fuga
ebbero gioco facile nel compiere latroce sterminio. Dopo mesi e mesi di guerra, di
soprusi e sfruttamenti, anche da parte dei partigiani che approfittavano della
collaborazione sua e della sua famiglia, lalba della strage del 29 settembre del
44 è descritta ricordando anche la fine pioggerellina e le colonne di fumo che si
vedevano dalla zona in cui fu compiuto il massacro. Nel dopoguerra, l'ambiente comunista
che la circonda non la convince e viene guardata con sospetto perché va regolarmente in
chiesa. "Io non vado da loro a imporre le mie idee, loro sì, questo sarebbe
quella libertà che tanto urlano? Quello che mi dispiace è che anche a scuola i miei
figli vengano indicati a dito, per colpa mia. (...) La domenica andavo alla Messa, strada
facendo vedevo la gente a lavorare lungo i campi, uno venne sulla strada e disse: "Ma
lei il tempo che perde per andare alla Messa le viene pagato dal prete?""
Intanto ha ripreso in mano tutta la grande famiglia e a cinquant'anni, dimenticate le
poche nozioni di quando era bambina, decide di imparare di nuovo a leggere e a scrivere
per raccontare tutta la sua storia.
prefazione di Nicola Tranfaglia
Baldini & Castoldi Editore - I Nani
pp. 370 - euro 9,00
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