
Claudio Foschini
Premio Pieve - Banca Toscana ex aequo 1992
Storie di una mala vita
1949-1991
autobiografia
volume esaurito
"Era il giorno 30 luglio del 1949 alle ore 12 fra le baracche del rione Mandrone acquedotto felice nascevo io in qualche modo
anchio avevo come Gesù il bue e lasinello, il bue una puttana e
lasinello, Agostino il ladro".
Comincia così la memoria di Claudio Foschini che nel 1992, ex-aequo con Giuseppe Ferri, vinse il "Premio Pieve".
La "Storia di una malavita" rimanda ad un paragone letterario scontato ma efficace: "Ragazzi di vita" di Pier Paolo Pasolini. Claudio Foschini è uno di loro. Fin da piccolo va con la madre a
rubare negli autobus. Crescendo diviene un topo dappartamento. Qualcuno della Giuria
ironizzò dicendo che "dalle memorie di Foschini si capisce quale è il punto di
vista del ladro e quali sono i luoghi della casa dove non nascondere mai i soldi perché
è lì che i ladri si dirigono subito". Per Claudio dai quartieri di periferia è un
passo arrivare a quelli ricchi, alla cocaina per darsi coraggio, alla pistola. E dietro
langolo cè il carcere. E da lì che comincia la redenzione di Foschini.
nel 90 partecipa alla famosa rappresentazione dellAntigone ad opera dei
detenuti di Rebibbia e poi comincia a scrivere le sue memorie "con la sincerità
di un borgataro sfacciato e spaccone".
introduzione di Saverio Tutino
Giunti Gruppo Editoriale
Diario Italiano n. 7
pp. 280 - euro 9,30
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