
Costantino Congiu
Scalamara
19361995
autobiografia
Non ha mai conosciuto il padre ed è stato abbandonato dalla madre. Un ragazzino sardo cresce con la nonna nellindigenza:
"vestiva sempre di nero proprio a tipico costume sardo, poverissima; vivevamo in una
stanza con un letto matrimoniale un comò una tavola e qualche sedia; i servizi igienici
non esistevano, con un buco in terra e lì si doveva fare i nostri bisogni. (...) Ricordo
che allora incominciai ad andare a scuola alla prima; e quando ritornavo a casa, la nonna
che era analfabeta mi chiedeva che cosa avevamo fatto a scuola, ed io prendendo il libro
vedevo le figure legevo, ma io non sapevo leggere mi orizontavo atraverso le figure, e mia
nonna era fiera di me". Morta la nonna deve andare nella casa di una manesca zia
sposata a un ubriacone. Così Costantino preferisce la strada, arrangiandosi a vivere di
piccoli furti e frugando fra i resti del mercato. La notte dorme dentro i portoni o nelle
soffitte di case che trova aperte, finché viene preso e messo in un collegio della
G.I.L.. Alla notizia della caduta del fascismo scappa anche da lì: "Presi il mio
zaino e mi rubai altri due zaini di miei compagni; e questi zaini li riempii di tutto
quello che potteva andarci dentro, silenziosamente scesi le scale del primo piano dove
cera la mia camerata, aprii il portone e, richiudendolo piano piano, mi accorsi che
oramai ero libero (...) Presi la via delle montagne. Cera la neve e faceva un gran
freddo. Da lontano vidi del fumo, ormai faceva lalba". Barattate alcune coperte
rubate con formaggio e salame offertigli dai pastori, ritorna a Sassari. Lo ricoverano
anemico in un ospedale, dove una suora lo aiuta e lo fa diventare sagrestano. Una famiglia
con molti figli lo adotterà. Poi fa il bracciante e altri lavori saltuari come
raccogliere le olive, finché la madre si rifà viva e insieme ritornano dalla zia. Ma le
due litigano furiosamente e la madre parte di nuovo per il continente, promettendo che
sarebbe tornata presto: passano gli anni e quando Costantino, ormai maggiorenne, con tutti
i soldi che è riuscito a mettere da parte, andrà a cercarla a Civitavecchia, la troverà
al lavoro, in una casa di tolleranza. Ma ormai lui è capace di cavarsela da solo: farà
lo strillone per un edicolante, prenderà un carrettino e venderà gelati e, proprio
mentre è in giro per questo lavoro si innamorerà di una ragazza che andrà a sposare a
Pozzuoli dove, impiegato come cameriere, vivrà l'esperienza del terremoto, costretto per
un anno a risiedere nella cabine lungo la spiaggia.
prefazione di Vittorio Russo
postfazione di Vivian Lamarque
Edizioni Intra Moenia
pp. 160 - euro 10,30
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