
Augusto e Alceste Trionfi
Diletta patria
Quaderni di una famiglia garibaldina
la banca della memoria - volume 1
Quando nel settembre del 1984 il giornalista e scrittore Saverio Tutino fondò l’Archivio dei
diari di Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo, lo chiamò "la banca della memoria". Qualche
mese dopo, una banca, la Banca Toscana, volle legare il suo nome come sponsor unico a
quello del Premio Pieve, il concorso annuale per memorie e diari inediti promosso dall’Archivio
diaristico. Dopo venti anni di collaborazione, nel corso dei quali sono stati raccolti oltre 6000
diari, Banca Toscana e Archivio di Pieve danno vita a una collana editoriale – la banca della memoria – che segna il comune tragitto di valorizzazione delle scritture autobiografi che, pubblicando ogni anno un testo particolarmente signifi cativo fra quelli proposti nella selezione del Premio Pieve - Banca Toscana, scelto tra i finalisti del concorso.
Tutto era
silenzio intorno
a noi, eravamo
gli unici, ignoti
pellegrini,
recatici colà
devotamente,
spinti dal
desiderio di essere ancora una
volta per qualche istante vicini il più
possibile ai luoghi sacri ove Giuseppe
Garibaldi aveva vissuto ed era
spirato. A me e mio padre parve un
sogno trovarci lì noi soli, con la pace
che regnava quella mattina lassù
davanti a quel modesto santuario
denso di tante memorie e intorno al
quale ci sembrò alitasse lo spirito
del grande Condottiero che lì presso
dormiva il sonno eterno!
Nato nel 1840 nella Roma papalina,
rimasto orfano e adottato da
una famiglia devota, Augusto
Trionfi (1840-1918) si allontana precocemente dai precetti religiosi
e si avvicina alle idee liberali. Nel
1860 si reca a Napoli e poi nelle fi le
dell’esercito piemontese partecipa
alla repressione del brigantaggio.
Nel 1867 può infi ne coronare il suo
sogno garibaldino, arruolandosi
volontario per la sfortunata campagna
di Mentana. Le vicende dei suoi primi
30 anni di vita sono al centro del
quaderno di Memorie consegnate
nel 1912 al fi glio Alceste (1869-
1949): questi, cresciuto nel culto
laico e garibaldino dell’ambiente
familiare, all’indomani della nascita
della Repubblica (2 giugno 1946)
decide di completare lo scritto del
padre, integrandolo con i propri
ricordi dei pellegrinaggi patriottici
a Caprera. Ne esce così un testo
nuovo, una originale doppia memoria
autobiografi ca, che apre squarci
interessanti sui linguaggi e i contenuti
che hanno alimentato la tradizione
garibaldina nella vita dell’Italia
contemporanea.
con un saggio introduttivo di Massimo Baioni
Firenze, Edizioni Polistampa, 2008
pp. 208 con ill. - euro 15,00
Chi è interessato ai libri dellArchivio può fare un ordine online o richiedere il catalogo delle pubblicazioni |