Nicolino Marras
nato a Bulzi (Sassari) nel 1938
Fuggire senza meta
autobiografia 1938-2000
L’infanzia a Bulzi, un piccolo paese del sassarese, segnata dagli stenti e dal dolore
legato alla prematura morte della giovane madre e della sorella maggiore, da un padre
severo e oppressivo, troppo spesso ubriaco. Un'infanzia con pochi momenti felici e tanta
solitudine. Appena diciottenne, decide di emigrare in Toscana, dove trova lavoro come
bracciante. Poi a ridosso degli anni '60 in Piemonte, come turnista in un cementificio,
dove incontra Giuliana, che sposa nel 1964 e dalla quale ha due figlie. La gioia di aver
trovato nella famiglia della moglie e nelle figlie momenti di serenità, si alterna ad un
sempre più marcato disagio interiore, dovuto ai turni di lavoro e alle esperienze
dell'infanzia, un disagio che lo porta a cambiare nuovamente occupazione, diventa
bidello, e ad alternare esperienze di vita tra Piemonte e Sardegna, alla ricerca della sua
oasi di felicità.

Il mio paese è Bulzi in provincia di Sassari, dal Capoluogo lo distanzia una 60 di km, come comprensorio appartiene all'Anglona, la sua economia permane agro-pastorale. Un piccolo Paese che non ha mai raggiunto mille anime. Dal mare dista una quindicina di km, C'era una famiglia benestante che utilizzava buoi e carro per recarsi al mare, portandosi appresso scorte di cibo sufficenti per qualche settimana. Le colline circondano il mio Paese, a quei tempi erano coperte di rovere, ciliegi, fichi, ficodindia, mandorli, peri e olivi. Non mancavano le vigne, al proprio interno ospitava l'albicocco, il cotogno, il melograno e il susino. San Sebastiano, Patrono del mio Paese, la prima grande Festività per il popolo Bulzese. A tre km dall'abitato di Bulzi in una piccola valle si trova la bellissima chiesa di San Pietro dell'immagini o come tradizione popolare, su Rughefissu ("il Crocefisso") appartiene alla Parrocchia di Bulzi, si suppone appartenga al XIXII secolo. Al suo interno conteneva la deposizione della Croce (Fine XIII secolo), in legno di ontano con policromia originaria, attualmente si trova nella Parrocchia. Ricordo le due bellissime Feste che si facevano in questa chiesa, dal Paese si avviava la proccessione con canti e momenti di preghiera. Per l'Ascensione oltre la proccessione c'erano una 20 di cavalli con rispettivi cavallieri provenienti anche da paesi vicini. A galoppo raggiungevano la chiesa, ascoltavano la Santa Messa e ripartivano a gran galoppo per fare ritorno in Paese, e non mancavano le cadute. Per la Festa di San Pietro sentita la santa Messa, si consumava il pranzo nel prato circostante la chiesa. A settembre i raccolti derivati dalla campagna erano gia sistemati nelle case, rimaneva da vendemmiare qualche vigna. Accantonate le fatiche i Bulzesi rendevano Festa ai Santi Isidoro e Lucia, due giorni e quasi due notti d'intensi divertimenti. Una serata era dedicata per i cantori, una ai Poeti. Le strade del Paese non erano ancora illuminate, come pure buona parte delle case. Dalle bancarelle che vendevano le noccioline e il torrone s'intravedeva una piccola luce, era la luce lasciata in libera uscita dalle acetilene. Le persone quando s'incontravano nel buio per conoscersi dicevano OH! OH! Tu sei? Sì! Buonanotte! Buonanotte! Ricordo quando fra famiglie si scambiavano due fiammiferi, oppure una candela o un chucchiaio di sale, con la promessa di essere restituiti. Ricordo quelle persone che con amore si donavano alle Feste, c'erano i canti, i balli, la Poesia, momenti gioiosi per gl'individui, si divertivano e si riposavano, inoltre per un momento tralasciavano l'angoscia della povertà. Ricordo il suo viale ordinato e bellissimo in via Nazionale, con piante di olmo e di gelsi. Quante manciate di bacche di gelso i Buelzesi hanno mangiato? Lo scrivente tante, tantissime!!! Ricordo la graziosa fontana in blocchetti di trachite all'inizio del viale. Gli animali bevevano da una parte, le persone si dissetavano e si rinfrescavano dall'altra. Nella bella staggione persone di ogni età si trattenevano con piacere vicino alla fontana seduti o appoggiati ad un muretto e si aspettava chiacchierando, la corriera proveniente da Sassari.
Leggi le pagine iniziali dei finalisti 2010
Sylvana Baragiola
Magda Ceccarelli
Carlo Hendel
Giorgio Marchiani e Zoltán Goda
Nicolino Marras
Dario Poppi
Kemal Subasciaki
Manilio Tarantini

